Blog aziendale: si o no?

In un mondo in cui “content is king” mi capita sempre più spesso di sentire domande del tipo: è utile avere un blog aziendale? 

La risposta è: forse, dipende da cosa ci volete fare e come volete farlo. Sembra una risposta approssimativa e data solo per sviare l’argomento eppure, secondo me, è il fulcro del discorso. Ma partiamo dall’inizio.Blog aziendale

Che cos’è un blog?

Il blog altro non è che una sorta di sito web organizzato in forma cronologica (inversa) in cui vengono pubblicati dei contenuti sotto forma di articoli. Questo strumento nasce come un sorta di diario digitale in cui le persone raccontano se stesse, la propria vita e le proprie esperienze; il termine stesso web log, ovvero traccia digitale, spiega meglio di qualsiasi altro termine la natura stessa di un blog.

Ma il significato classico di blog si perde di vista molto presto e nel giro di poco tempo quello che prima era considerato una sorta di diario nella rete entra nell’ecosistema del marketing e diventa un potente mezzo di comunicazione attraverso cui veicolare dei contenuti con precisi obiettivi.

Per un’azienda il classico blog diventa “corporate blog” ed assume una serie di forme specifiche in base al motivo per cui viene realizzato.

Sulla scia di questo discorso diventa chiaro come per capire o meno l’utilità di un blog si debba prima capire il motivo che spinge una persona ad aprirlo.

Gli obiettivi principali per un blog aziendale possono essere di vario genere, ad esempio: veicolazione di traffico mirato verso determinate pagine del sito, fidelizzazione dei clienti, aumento delle vendite dei propri prodotti, miglioramento della brand awareness del proprio marchio. Insomma, gli obiettivi possono essere molteplici e tutti possono essere raggiunti attraverso un unico strumento, quindi sembra chiaro che per un’azienda un corporate blog possa essere una carta vincente nel momento in cui ci si pone degli scopi da raggiungere ben identificabili.

A questo punto però subentra la seconda parte della mia risposta. Dipende da “come volete farlo”. Un blog non è una cosa che nasce e cresce da sola. Ha bisogno di energie, risorse e tempo da dedicargli. Se non si tengono in considerazione questi 3 fattori ci può ritrovare in una situazione in cui da utile strumento di marketing il blog diventa una perdita di tempo e di soldi.

Come creare un blog di successo: obiettivi e strategia

Non sono qui per darvi la formula vincente su come trasformare un blog in una macchina da soldi anche perché non credo esista una formula del genere. Quello che posso indicarvi sono alcuni semplici regole su come creare una strategia ottimale in base ai vostri obiettivi.

Il primo punto sono proprio gli obiettivi. Per capire se quello che state facendo ha un senso o no dovete stabilire dei parametri misurabili su cui andare di volta in volta a tirare le somme. A prescindere dal tipo di attività che gestite e dal settore in cui operate è necessario fissare degli obiettivi di medio termine per verificare la correttezza della vostra strategia.

Riprendendo il discorso fatto sopra, gli obiettivi che un’azienda può avere relativamente alla gestione di un blog sono

  • obiettivi di traffico;
  • obiettivi di vendita;
  • obiettivi di brand.

Immaginate che la vostra azienda si occupi di vendita di prodotti per il bricolage. Il vostro brand non è molto conosciuto e voi avete bisogno di aumentare la conoscenza della vostra marca. In questo caso potete ad esempio creare un blog sul fai da te ed iniziare a raccontare agli utenti come fare da soli dei piccoli lavori di casa; gli utenti inizieranno a leggere i vostri articoli e inizieranno a consideravi punto di riferimento per quel settore (e quindi potete aumentare la vostra brand awareness).

Nel secondo scenario immaginate che il vostro sito che guadagna tramite affiliazioni riceva poche visite e che ciò sia dovuto ad un’alta competitività del mercato in cui operate. Insieme all’advertising e all’ottimizzazione per i motori di ricerca, un blog aziendale può essere una fonte di traffico qualificato verso il vostro sito.
In questo caso si tratta di trovare una nicchia meno competitiva correlata al vostro settore e creare un blog specifico per quel determinato aspetto. Se ad esempio il vostro sito parla di ristoranti, potreste fare un blog di ricette in cui quotidianamente inserite la ricetta del giorno; dall’articolo sulla ricetta potete raccontare all’utente che il ristorante X che si trova sul vostro sito cucina proprio quella ricetta e spingere così l’utente a visitare il sito (aumento di traffico qualificato).

Nel terzo caso pensate ad esempio di essere proprietari di un hotel e il vostro obiettivo è quello di aumentare le vendite. Potreste fare un blog in cui segnalate tutti gli eventi che si svolgono nella città in cui si trova il vostro albergo. Gli utenti interessati a partecipare all’evento leggeranno il vostro articolo con interesse e se utilizzate una buona strategia sarete in grado di vendere il vostro prodotto all’utente (aumento delle vendite), ad esempio inserendo nell’articolo un’offerta per il soggiorno dedicata proprio a quell’evento.

Gli scenari che vi ho esposto sopra sono alquanto comuni ma proprio il fatto che esistano già situazioni simili vi indica come la strategia può essere redditizia.

Un altro caso in cui può essere utile avere un blog aziendale e la fidelizzazione del cliente. Un utente che ha acquistato sul vostro sito potrebbe non tornare mai più a meno che non gli si dia un buon motivo. Un articolo in cui si parla di come utilizzare in maniera originale il prodotto da lui comprato può essere un buon motivo per spingere l’utente a continuare a seguirvi.

Come creare un blog di successo: le modalità

Una volta fissati gli obiettivi e resi questi obiettivi misurabili (basta semplicemente utilizzare nel modo corretto le funzioni che offre Google Analytics) si può partire con la realizzazione e con la gestione del blog.

L’offerta che c’è oggi in giro è davvero ampia, tra hosting dedicati, cms avanzati e tool di ogni genere per realizzare un blog ci vuole davvero poco.
Il difficile comincia quando si deve “riempire” il sito. L’attività redazionale ha dei costi, che possono essere in termini di tempo (se gestite voi stessi il vostro blog) o di risorse (se delegate l’attività a qualcun altro) e va gestita con la massima cura per evitare l’effetto arma a doppio taglio in cui il blog invece di aiutarvi vi penalizza (ad es: contenuti con informazioni errate, contenuti non aggiornati, articoli fuori tema, contenuti smaccatamente pubblicitari).
Pianificate fin da subito le risorse da dedicare all’attività di blogging tenendo conto dei seguenti punti:

  • non serve scrivere 100 articoli al mese ma non basta nemmeno scriverne 1 all’anno: il blog per sua stessa natura deve essere aggiornato costantemente e deve dare l’impressione di essere sempre curato;
  • scrivere non è solo scrivere: nel senso che non basta mettersi davanti ad un pc e iniziare a digitare sulla tastiera ma serve prima cercare informazioni e fonti, scoprire cosa interessa ai vostri utenti, cercare o creare file multimediali di supporto e infine realizzare il contenuto;
  • la qualità è tutto: è vero che content is the king ma solo se il contenuto è di qualità. Per qualità non intendo che dovete scrivere un testo con contenuti enciclopedici e la forma di un romanzo ma dovete cercare di scrivere un contenuto leggibile (paragrafi, alternanza immagini/testo, elenchi puntati, …) senza errori grammaticali e ortografici e interessante;
  • non fermatevi alla pubblicazione: una volta scritto il vostro articolo condividetelo attraverso i canali sociali e cercate di attirare commenti, condivisioni e feedback, sia positivi che negativi (a cui poi dovrete rispondere!);
  • analizzate e testate: a distanza di tempo dalla pubblicazione del vostro contenuto andate ad analizzare le performance e cercate di capire se sta funzionando o meno. In entrambi i casi capite dovete potete migliorare e testate il più possibile.

La regola più importante (secondo me) rimane una sola: siate onesti con voi stessi. Una volta che avete fissato obiettivi e strategia non c’è margine di errore. Potreste accorgervi nel giro di poco tempo che le cose non stanno funzionando e dovete fare di tutto per migliorare e recuperare. Ma se alla fine vedete che la vostra attività non è proficua anche se avete investito tanto tempo e tante risorse dovete avere l’onestà intellettuale di provare altro e non fissarvi su una battaglia persa.

La differenza tra un blog privato e un corporate blog sta proprio in questo: il primo si fa per passione, il secondo si fa per guadagno. Se non state raccogliendo i frutti sperati, cimentatevi in altre attività.

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