Lunghezza del testo e qualità dei contenuti: quale rapporto?

Ogni tanto mi capita di leggere nei vari blog che trattano di seo diversi studi sul rapporto tra lunghezza dei contenuti, posizionamento e conversioni; da varie analisi svolte sui siti che occupano le top 10 posizioni in alcune serp sembra emergere che i siti con contenuti lunghi siano maggiormente favoriti nel raking.

Diciamo che è difficile vedere una correlazione diretta tra lunghezza del contenuto e posizione in serp, considerando che sono davvero tanti i fattori che influenzano il posizionamento, ma molto spesso sempre nell’ottica del “Content is King” si sente dire che un contenuto, per essere considerato di qualità, deve essere sufficientemente lungo.

Partendo da queste considerazioni ho deciso di effettuare io stesso una breve analisi sul rapporto tra lunghezza del contenuto e altri fattori che, a mio avviso, vanno ad incidere sulla valutazione rispetto alla qualità di una pagina web.

Prima di mostrarvi alcuni dati vorrei però fare alcune brevi considerazioni per evitare di creare confusione:

  • L’analisi è stata svolta su un sito web a tema turismo che tratta argomenti legati al settore viaggi ed eventi;
  • Sono stati presi in considerazione 15 articoli scritti in diversi momenti dal 2011 ad oggi;
  • Per ogni articolo sono andato a prendere i dati da Google Analytics considerando come intervallo temporale 30 gg a partire dal momento di pubblicazione del post;
  • I dati analizzati fanno riferimento al singolo post come pagina di destinazione di utenti provenienti da motori di ricerca (quindi legato alla sola presenza dell’articolo sulle serp del motore di ricerca).

Per valutare il rapporto tra lunghezza del testo ed altri fattori legati all’ambito SEO ho preso in considerazione:

  • N° di visite alla pagina;
  • Tempo medio di permanenza;
  • Frequenza di rimbalzo;
  • Pagine/Visita.

Ultima premessa: questa analisi vuole essere un semplice approfondimento legato ad alcuni parametri che incidono sulla valutazione qualitativa di un contenuto. Lo studio è stato svolto su un singolo sito, tenendo in considerazione articoli scritti in momenti molto diversi tra loro e senza poter valutare altri fattori (es: posizionamento dell’articolo): capite bene quindi come non si possano trarre conclusioni generali.

Premesso ciò andiamo a vedere i dati.

Dati relativi ai singoli articoli

Questa che vedete sopra è una tabella riepilogativa con i dati relativi ai 15 articoli valutati; passiamo ora ad inserire questi dati su un grafico per avere un quadro visivo generale.

GraficoNell’immagine sopra ho inserito tutti gli elementi all’interno del grafico per avere una vista d’insieme; il grafico così composto è un po’ complessa da analizzare. Andiamo allora ad effettuare singole comparazioni.

Rapporto tra lunghezza del contenuto e numero di visite

Questa è forse l’analisi più interessante; esiste una correlazione tra lunghezza del contenuto e numero di visite considerando che gli accessi alle pagine sono legati a provenienze da motore di ricerca (quindi c’è buona probabilità che gli articoli che hanno ricevuto più visite siano posizionati più in alto)?

Lunghezza testo visiteDal grafico sopra vedete come non esiste una correlazione diretta tra lunghezza del contenuto e numero di visite all’articolo. Manca un fattore fondamentale che è il ranking del contenuto nel periodo di tempo analizzato, ma visto il genere di articoli e le serp legate al mondo turismo/eventi dall’esperienza che ho avuto fino ad ora (rispetto al sito campione analizzato) solitamente un maggior numero di accessi vuol dire un ranking migliore del contenuto.

Rapporto tra lunghezza del contenuto e la frequenza di rimbalzo

In questo secondo grafico ho comparato invece la lunghezza del contenuto con la frequenza di rimbalzo del post (ovvero utenti che sono usciti dal sito dalla stessa pagina in cui sono entrati, in questo caso l’articolo preso in considerazione); come vedete ci sono post molto lunghi che hanno frequenze di rimbalzo alte e post corti che invece hanno frequenze di rimbalzo più basse.

Anche in questo caso non esiste una correlazione diretta tra contenuti lunghi ed interesse degli utenti verso il contenuto (che si potrebbe tradurre in un numero maggiore di pagine viste e non quindi in un’uscita diretta dal sito).

Lunghezza testo frequenza ri rimbalzo

Rapporto tra lunghezza del contenuto e il numero di pagine viste

Il terzo grafico mette a confronto la lunghezza dei contenuti con le pagine viste, cioè il numero di pagine visitate dagli utenti durante la sessione di navigazione sul sito. Come per il grafico sopra relativo alla frequenza di rimbalzo, anche in questo caso ci sono situazioni in cui contenuti lunghi hanno generato minor pagine viste rispetto a contenuti meno lunghi.

Lunghezza / pagine viste

Rapporto tra lunghezza del contenuto e il tempo medio della visita

L’ultimo grafico di questa analisi riguarda invece il rapporto tra lunghezza del testo e la durata media della visita; in questa particolare situazione si potrebbe dire che un testo lungo necessita di più tempo per essere letto e quindi dovrebbe generare un maggior tempo medio di visualizzazione. Invece, come potete vedere dal grafico, il testo con il contenuto più lungo ha avuto un minor tempo medio di permanenza rispetto ad articoli molto più brevi.

Lunghezza testo tempo medio

Sintesi dell’analisi

Fino ad ora dai dati che abbiamo analizzato non emerge nessuna relazione diretta tra lunghezza e qualità del contenuto (prendendo in esame come parametri qualitativi tutti i dati visti sopra). Cioè l’articolo più lungo dello studio non ha generato un maggior numero di visite, un numero maggiore di pagine viste e una minore frequenza di rimbalzo.

Detto ciò possiamo trarre una conclusione abbastanza netta. La lunghezza di un contenuto non è sinonimo di qualità, né per i motori di ricerca, tantomeno per gli utenti.

Proviamo ora a vedere un altro rapporto, ovvero quello tra % di rimbalzo degli utenti e permanenza media sul sito.

Tempo medio vs permanenzaNel grafico sopra possiamo vedere come esista una tendenza dell’aumentare del tempo medio di permanenza sul sito al diminuire della frequenza di rimbalzo, ovvero dell’uscita diretta dopo un’unica visita.

Vediamo ora quest’altro grafico dove metto a confronto la % di rimbalzo con il numero di pagine viste.

rimbalzo e pagine visteAnche in questo caso esiste una relazione tra i due fattori. Al diminuire della % di rimbalzo aumentano le pagine viste; i due parametri sono direttamente collegati tra loro ma valeva la pena comunque evidenziare il dato.

Non rimane ora che confrontare il numero di pagine viste con il tempo di permanenza medio degli utenti.

tempo medio pagine visteDal grafico sopra vediamo come al diminuire del tempo medio diminuiscano anche le pagine viste; quindi un utente che trova poco interessante un articolo (e lo dimostra) attraverso una bassa permanenza ha meno interesse a continuare a navigare il sito.

Possiamo quindi dire:

  • Non esiste una correlazione diretta tra quantità del contenuto e qualità, quindi non dovrebbe sussistere alcuna relazione diretta tra lunghezza del testo e miglior posizionamento della pagina;
  • Esiste invece una relazione tra i parametri legati al tempo, pagine viste e % di rimbalzo che incidono sull’interesse dell’utente verso la pagina e quindi sulla definizione della qualità di un contenuto (anche rispetto ai parametri dei motori di ricerca).

Volete realizzare dei contenuti che si posizionino in alto sui motori di ricerca e ricevano molte visite? Non concentratevi sulla lunghezza del testo ma su tutti quei fattori che possano trattenere il più possibile l’utente sul vostro sito.

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