Penguin 2.0: come recuperare?

Penguin 2.0In un recente post ho trattato degli update dell’algoritmo di Google previsti per il 2013 e anticipati con un video da Matt Cutts; tra le novità annunciate c’era l’imminente rilascio del Penguin Update versione 2.0 che è stato poi lanciato ufficialmente il 22 maggio.

Questa volta il lancio ufficiale ha riguardato tutte le serp contemporaneamente e dai dati emersi nei giorni successivi si parla di un’incidenza del 2,3% nelle query in lingua inglese (contro il 3,1% del primo rilascio di penguin). Altra novità messa in campo da Google è stato il form online (Penguin Spam Report) attraverso il quale è possibile segnalare i siti web spam che non sono stati penalizzati da Penguin ma che invece avrebbero dovuto esserlo.

Anche in questo caso l’update è stato focalizzato sulla lotta allo spam, in particolare verso quei siti che utilizzano tecniche black hat, con l’obiettivo di colpire chi è sopravvissuto al primo penguin. Tra i “top losers” compaiono molti siti di gambling, giochi e pornografia. Ma non solo. A distanza di poche ore dal rilascio dell’aggiornamento sul web sono esplosi i primi focolai di webmaster che lamentavano di essere stati colpiti dal pinguino. Tra le serp che hanno iniziato a “ballare” ci sono, in Italia, queries legate ai giochi, ai viaggi e alla vendita di prodotti online.

Per chi è rimasto “scottato” dall’aggiornamento la necessità è quella di recuperare la perdita di posizioni, ma come?

Per prima bisogna capire quali sono i link che potrebbero essere incappati nella penalizzazione di Penguin, ovvero tutti quei link che possono apparire manipolati e di scarso valore.

Tipi di link spam

  1. Link da network di siti: tutti quei link da siti o blog facenti parte dello stesso network (riconoscibili da stesso proprietario, stesso ip, stesso template, stessi profili Analytics o AdSense);
  2. Link da article marketing: link con stesso anchor text e stesso testo su più siti di article marketing;
  3. Link da blog di scarsa qualità: link da blog 2.0 creati su sottodomini tipo blogger o wordpress con pochi articoli creati con il solo obiettivo di inserire link;
  4. Link site-wide: link di scarso valore posizionati nelle sidebar o nei footer di altri siti;
  5. Link a pagamento;
  6. Scambi link e ruote di link: scambi link A <-> B o ruote link A -> B -> C -> A;
  7. Link da profili spam: link da profili con zero valore creati solo per inserire un backlink;
  8. Link da commenti spam: link da commenti di scarso valore creati solo con l’obiettivo di inserire un backlink;
  9. Doorways e cloacking;
  10. Redirect 301 da siti non più esistenti: link da siti non più esistenti acquistati con il solo obiettivo di trasferire il valore del sito ad un altro sito tramite un redirect 301.

Una volta compresi quali sono i link che incorrono in penalizzazione dobbiamo analizzare il nostro profilo link per capire quanti e quali “link spam” ci sono.

Analizzare i profili di link

Per analizzare il link in entrata verso il vostro sito potete utilizzare:

  1. Strumenti per webmaster come il GWT o i tools per webmaster di Bing;
  2. Tools esterni di analisi link come Majestic SEO o Ahrefs;

Una volta individuati i link potenzialmente dannosi dovete eliminarli.

Eliminare link pericolosi che puntano al vostro sito

Se avete il controllo del link non avrete problemi in quanto dovrete semplicemente eliminare il link; se invece non controllate il sito dove è presente il link potete:

  1. Contattare il webmaster del sito e chiedere la rimozione;
  2. Utilizzare il Google Disavow Links.

Una volta ripulito il vostro profilo link dovrete chiedere a Google la riconsiderazione del vostro sito web.

Creare un profilo link di valore

Una volta terminata la procedura di richiesta di riconsiderazione non vi resta che incrociare le dita ed aspettare, se tutto è stato fatto nel modo corretto vedrete il vostro sito recuperare i posizionamenti perduti. Il problema dei link potenzialmente dannosi però rimane. Oltre a rimediare agli errori un’altra cosa da fare è quella di cambiare strategia di acquisizione link per evitare di doversi preoccupare di ogni futuro aggiornamento dell’algoritmo.

La cosa migliore è adottare un sistema di link baiting creato ad hoc che sia in grado di farvi acquisire link di valore in modo spontaneo e non manipolativo con l’obiettivo di far crescere il vostro sito ed il vostro business.

Come fare? Lo scopriremo più avanti.

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