SEO footprints

Chi si frequenta ambienti SEO sente spesso parlare di termini particolari, che fanno parte del vocabolario seo, e che a volte sembrano davvero assurdi. Oggi parliamo di footprints.

Footprint è l’equivalente dell’italiano impronta e nell’ambito della search engine otpimization definisce tutte quelle “tracce” che vengono lasciate volontariamente o involontariamente nel web e che delineano particolari strumenti, ambienti o persone. Per impronta si intende una vera e propria traccia che identifica qualcuno (es: linkbuilder) o qualcosa (es: un particolare cms).

Ma prima di capire a cosa servono cerchiamo di capire come identificare un footprint; partiamo dal presupposto che tutti noi lasciamo tracce della nostra attività sul web. Una traccia può essere un indirizzo email utilizzato per creare backlinks o un tema utilizzato per fare un sito. La maggior parte dei cms ad esempio lascia footrpint: guardate nel footer di questo sito. Come potete vedere in fondo sulla destra c’è una scritta “Powered by WordPress“, questo è il footprint lasciato da siti creati con WordPress.

Un footprint può essere un testo, un’immagine, un indirizzo email o un link (pensiamo ad esempio a tutti i webmaster che mettono un link al loro sito nei portali realizzati da loro). Il web è pieno di tracce, tutto sta a capire quali sono importanti e quali no, e come utilizzarle.

Prima di inoltrarci nella giungla dei footprints voglio fare una piccola considerazione: nell’ambito seo molto spesso il termine footprint è legato a situazioni black hat, ciò perché la maggior parte delle tracce lasciate nel web permettono di identificare particolari ambienti con particolari caratteristiche dove è semplice inserire backlinks facendo spam ed ottenendo ottimi risultati.

Ma i footprints di per se non sono né white ne black; è chi li usa che ne determina il “colore”.

Detto ciò andiamo a vedere come utilizzare un footprint. Immaginiamo di voler promuovere il nostro sito che si occupa di web marketing; il nostro scopo è di trovare siti inerenti il nostro argomento dove poter parlare di noi magari inserendo un link verso il nostro sito.

Per fare ciò possiamo inziare a cercare ad esempio un blog che parla di web marketing dove è possibile commentare gli articoli; in questo caso ci viene in aiuto un fooprint. Proviamo a cercare su Google “lascia un commento” | “inserisci un commento” web marketing. Questo footprint da come risultato una serie di siti che parlano di web marketing dove è possibile commentare gli articoli.

Per utilizzare al meglio i footprints è molto utile conoscere gli operatori di ricerca avanzati che ci permettono di filtrare al meglio la ricerca così da ottenere una serp il più vicina possibile alle nostre esigenze.

Vediamo un altro esempio di footprint.

Esempio footprint guestbook

Nell’immagine sopra potete vedere un form di inserimento di un commento all’interno di un guestbook; in questo specifico caso è presente un campo Homepage dove può essere inserito un url. Nella parte bassa dell’immagine potete vedere la scritta “Powered by hnGuestbook” che indica che il guestbook del sito, e quindi il form, sono stati realizzati con hnGuestbook. In questo caso è probabile che tutti i guestbook realizzati con lo stesso tool abbiano un campo dove è possibile inserire un link, quindi utilizzano il footprint “Powered by hnGuestbook” è possibile trovare tutti quei siti che hanno utilizzato lo stesso strumento: ed il gioco è fatto.

I footprints esistenti sono milioni e ne nascono sempre di nuovi; la bravura del seo sta nel trovare le tracce che possono essere utili al suo scopo e utilizzarle per creare valore ai propri siti.

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2 commenti

  1. Bellissimi i tuoi articoli Stefano, interessante questo trucchetto che onestamente non conoscevo non frequentando ambienti prettamente SEO.
    Ma quello che mi chiedo è: “Per una medio grande azienda, una tecnica del genere potrebbe essere vista come spamming?”
    Quindi più attuabile per un libero professionista o una piccola attività commerciale che vuole semplicemente farsi conoscere e vendere i propri prodotti…

    • Ciao Elena,
      l’analisi dei footprints di per se è una tecnica né buona né cattiva. Quello che trasforma un’attività SEO da utile a puro spam è il modo in cui viene svolta. Ad esempio l’utilizzo di strumenti per creare link automatici su siti scovati grazie a footprints è decisamente spam.

      Al contrario utilizzare un metodo come quello descritto nell’articolo per avere una lista di siti da cui partire e poi svolgere un’attività di link building che sia funzionale ai nostri scopi e allo stesso tempo apporti un valore aggiunto al sito target è un sistema che funziona.

      Tornando quindi alla tua domanda ti direi che la strategia descritta può essere adatta sia al libero professionista che alla grande azienda, l’importante è farla con la testa 🙂

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