Tracciare AdBlock con Google Tag Manager e Google Analytics

Partiamo dal presupposto che ormai il fenomeno dell’Ad Blocking è diventato davvero importante, lo dimostrano i dati di PageFair che nei suoi report annuali fotografa lo scenario dell’Ad Blocking con i seguenti numeri:

  • Nel report sull’utilizzo dell’AdBlock 2015 a giugno 2015  c’erano 198 milioni di dispositivi che utilizzavano un sistema di Ad Blocking;
  • Nel Mobile Adblocking Report del 2016 a marzo 2016 c’erano 408 milioni di utenti che nei loro browser avevano installato un sistema di Ad Blocking. Il 21% di utenti con smartphone al mondo avevano un sistema di Ad Blocking installato.

Ad Blocking Report 2016

E i dati sopra sono di quasi un anno fa. Ma partiamo dall’inizio.

Che cos’è  e come funziona un AdBlock?

Ad Block è un estensione per browser (Chrome, Safari, Opera) che permette di bloccare le pubblicità (pop up, banner, etc..) presenti sui siti web. Nata nel 2009 per mano di Michael Gundlach l’estensione è diventata presto una delle più popolari ed installate al mondo.

Dopo l’avvento di AdBlock sono nate altre estensioni con caratteristiche simili all’originale, per questo, quando parlo di AdBlock non parlo nello specifico dell’estensione di Gundlach ma più in generale di sistemi di filtro e blocco di advertising.

Ma vediamo come funzionano questi sistemi.

Il meccanismo di filtraggio della pubblicità di AdBlock si basa sul riconoscimento di specifiche risorse che vengono classificate come pubblicità. Queste risorse sono riconosciute grazie a liste costantemente aggiornate, anche dalle comunità nate intorno ad AdBlock, contenenti i vari network e provider pubblicitari.

L’estensione di Ad Blocking si occupa di analizzare le pagine navigate dal browser, individuare sulle pagine eventuali risorse pubblicitarie (facendo un match con i parametri delle varie liste) e bloccare le risorse riconosciute come advertising. Il sistema di blocco può avvenire in due modi:

  1. Se la risorsa è interna al sito (es: banner) AdBlock inietta del codice css aggiuntivo al sito che va ad “celare” l’elemento pubblicitario. Questo sistema è molto invasivo e agendo tramite regole di stile può compromettere la fruibilità di altri elementi grafici del sito.
  2. Se la risorsa è esterna (es. iframe) e quindi “immune” ad iniezioni di codice, il sistema di AdBlock blocca in modo preventivo la richiesta http alla risorsa. In questo modo la risorsa esterna non comparirà mai sul sito navigato dall’utente.

A cosa serve monitorare chi utilizza AdBlock?

Come abbiamo visto sopra il sistema di filtraggio di un AdBlock  elimina in modo definitivo qualsiasi risorsa riconosciuta come pubblicitaria all’interno di un sito web.

Questo comporta varie cose, tra cui:

  1. L’utente non vedrà nessuna pubblicità quindi quell’utente potrebbe non contribuire al sistema di monetizzazione del sito. A seconda nella percentuale di visitatori che utilizzano sistemi di Ad Blocking i proprietari dei siti possono subire ingenti perdite derivanti da alcune forme di pubblicità.
  2. Il sistema di AdBlock interagisce con il css del sito e questo può portare a modifiche che impattano sulla grafica e sulla struttura del sito e a possibili problemi di fruibilità del sito stesso.
  3. I problemi di usabilità del sito possono impattare sulle metriche di performance del sito stesso (es: tempo di permanenza delle pagine, frequenza di rimbalzo, etc..) che sono correlate anche a performance lato SEO.

Tutte queste considerazione ci fanno capire come è importante monitorare quanti sono gli utenti dei nostri siti web che utilizzando un sistema di AdBlock per intervenire in maniera efficace. Ed in questo articolo vedremo proprio come fare grazie a Google Tag Manager e Google Analytics.

Configurare Google Tag Manager e Google Analytics

Esistono vari modi per tracciare l’utilizzo di un AdBlock, quello che preferisco (e che vi spiego in questo post) è quello indicato da Avinash Kaushik in un suo articolo.

Grazie a Google Tag Manager andremo a creare un plugin in grado di identificare l’esistenza o meno di un AdBlock installato sul browser dell’utente.

Questo plugin si basa su un codice javascript che crea all’interno del nostro sito un finto elemento pubblicitario. Dopo aver iniettato l’elemento il plugin analizza se questo rimane visibile nella pagina (AdBlock non presente) o se viene nascosto (AdBlock presente). Il risultato di questa ispezione viene passato in una dimensione personalizzata di Google Analtyics che ci permette poi di isolare gli utenti che utilizzano l’AdBlock.

Quello che faremo è:

  1. Creare una Variabile Personalizzata in Google Tag Manager;
  2. Settare una Dimensione Personalizzata nel nostro Google Analytics;
  3. Modificare il Tag di Universal Analytics affinché passi i valori della Dimensione Personalizzata.

Si comincia.

Andate nell’interfaccia Tag Manager e create una Nuova Variabile di tipo Javascript Personalizzato che chiamerete Ad Block. Variabili -> Variabili definite dall’utente -> Nuova

Incollate dentro alla variabile il seguente codice:

function AdBlockEnabled() {
  var ad = document.createElement('ins');
  ad.className = 'AdSense';
  ad.style.display = 'block';
  ad.style.position = 'absolute';
  ad.style.top = '-1px';
  ad.style.height = '1px';
  document.body.appendChild(ad);
  var isAdBlockEnabled = !ad.clientHeight;
  document.body.removeChild(ad);
  return isAdBlockEnabled;
}

Variabile Js Personalizzato

Salvate e andate su Google Analytics.

Qui andate nella sezione Amministrazione -> Proprietà -> Definizioni personalizzate -> Dimensioni Personalizzate e create una Nuova Dimensione con nome Ads Blocked e ambito Hit.

Dimensione Personalizzata

Salvate e verificate l’Indice della vostra dimensione. Se è la prima dimensione che create avrete indice 1 (nel mio caso è 2).

Dimensioni personalizzate

Avete quasi terminato. Non vi resta che tornare su Google Tag Manager e recarvi nel vostro tag Google Analytics.

Qui dovete andare nella sezione Altre Impostazioni -> Dimensioni Personalizzate e impostare la vostra dimensione personalizzata in modo che “peschi” la variabile Ad Block precedentemente impostata. Per fare ciò impostate il vostro indice (2 nel mio caso, probabilmente 1 nel vostro) e come valore inserite il nome della variabile (AD Block).

Dimensione Personalizzata

Avete terminato.

Test e Controllo

Ora andate in modalità Anteprima sul Google Tag Manager e andate a visitare il vostro sito.

Cliccate sul vostro Tag Google Analytics e controllate i valori che vengono passati come dimensione.

Anteprima Google Tag Manager

Sul mio sito ho due dimensioni. Quella che riguarda il controllo dell’AdBlock è la n°2. In questo caso per testare il mio sito sto utilizzando un browser senza Ad Block installato e infatti il risultato della dimensione personalizzata è FALSE.

Impostare un Segmento Avanzato Google Analytics

Ora che avete il modo per controllare se i vostri utenti utilizzano o meno un AdBlock vi serve visualizzare l’impatto che ha questo sistema sul vostro sito web. Per fare ciò creeremo un Segmento Avanzato da utilizzare nei nostri report GA.

Andate su Google Analytics in un qualsiasi report e cliccate su Aggiungi un Segmento -> Nuovo Segmento.

Il vostro segmento (che potete chiamare ad esempio ADS Block) avrà come condizione avanzata che la dimensione personalizzata Ads Blocked deve corrispondere esattamente a 1 (ovvero TRUE).

Segmento Avanzato GA

Lasciate passare qualche giorno (o ora, a seconda del traffico del vostro sito) e sempre su Google Analytics da qualsiasi report cliccate su Aggiungi Segmento e selezionate il vostro segmento avanzato ADS Block.

In questo modo potrete avere due segmenti, uno con il totale delle sessioni del vostro sito e l’altro solo con le sessioni in cui l’utente aveva installato un AdBlock.

Segmento AdBlock

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