Google Tag Manager: a cosa serve e come utilizzarlo

Articolo aggiornato ad aprile 2018

Indice dell’articolo

Se vi è capitato di leggere altre volte questo blog vi sarete sicuramente imbattuti in articoli riguardanti Google Analytics; mi capita spesso di trattare temi di analytics in quanto ritengo che per chi si occupa di web marketing è fondamentale imparare a conoscere la propria audience e ciò può avvenire solo attraverso un monitoraggio ed un’analisi costante.

In questo settore Google Analytics è sicuramente lo strumento più noto e diffuso ma per imparare ad utilizzarlo nel modo corretto ci vogliono tempo e pazienza; tra le moltissime caratteristiche che Google Analytics offre alcune tra le più interessanti sono gli obiettivi e gli eventi Analytics che implementati sul proprio sito permettono di monitorare le azioni compiute dagli utenti, dal click su un bottone fino all’invio di una email.

L’utilizzo di questi strumenti presuppone però un minimo di conoscenze tecniche in quanto per monitorare una determinata azione compiuta dagli utenti è necessario implementare sul sito codici di tracciamento e specifiche istruzioni che non sempre sono di immediata comprensione.

Per facilitare l’utilizzo di questi sistemi (e anche per tanti altri motivi) Google a fine 2012 ha rilasciato il Tag Manager, uno strumento nato con l’obiettivo di facilitare la gestione dei tag all’interno di un sito web. Per tag si intendono tutte quelle porzioni di codice che hanno lo scopo di inviare informazioni a terze parti (es: Google Analytics).

Prima dell’avvento del Google Tag Manager ad esempio se un marketer voleva implementare un codice di tracciamento delle conversioni di AdWords era costretto ad inserire fisicamente il codice sulla thank you page del proprio sito web. Oggi tramite Google Tag Manager è sufficiente inserire un solo snippet su tutte le pagine del proprio sito ed il resto dei tag viene gestito nel pannello di controllo dello strumento senza dover mettere di nuovo mano al codice.

Google Tag Manager

Google Tag Manager: come funziona

Come potete immaginare questo nuovo sistema permette di ottimizzare di gran lunga i tempi di implementazione dei codici e soprattutto consente di evitare errori o duplicazioni di snippets.

Tra i vantaggi più rilevanti ci sono:

  • Compatibilità con i più comuni tag di terze parti;
  • Ottimizzazione dei processi di caricamento e caching del codice;
  • Alta flessibilità e automazione grazie all’utilizzo di regole e macro;
  • Possibilità di testare i tag prima di pubblicarli e condivisione degli ambienti di lvoro;

Ed è proprio questo ultimo punto, secondo me, il più interessante. Google Tag Manager ha già predisposto un set di tag predefiniti da utilizzare per diverse funzioni. Questi set sono veri e propri modelli di tag basati sugli strumenti più comuni:

  • Tag di AdWords;
  • Tag di Analytics;
  • Tag di Double Click;
  • Tag comScore;

e molti altri. In caso l’utente abbia bisogno di implementare un tag non presente tra i modelli predefiniti tramite i Tag Html Personalizzati è possibile creare tutte le funzioni di cui si ha bisogno.

Funzionamento Google Tag Manager

Funzionamento Google Tag Manager

Google Tag Manager si basa su 3 elementi:

  • Tag (definiscono il cosa: es, Google Analytics);
  • Attivatori (definiscono il dove e quando: es, su tutte le pagine del sito quando la pagina si carica);
  • Variabili (definiscono il come: es, nell’evento Analytics inserisci le indicazioni del form compilate dall’utente)

Questi elementi sono configurabili direttamente dall’interfaccia di GTM. Una volta impostati i tag, quando l’utente visita il vostro sito, Google Tag Manager inizia a collezionare le informazioni che voi avete richiesto e tramite un oggetto Javascript chiamato datalayer (livello di dati) struttura tali informazioni e le rende disponibili sia per essere gestite negli attivatori che per essere trasmesse a sistemi terzi (es: Google Analytics).

Una volta raccolte le informazioni (es: interazioni degli utenti con il sito) tramite i tag le invia ai servizi che avete configurato: Google AdWords, Google Analytics, etc..

Google Tag Manager: come implementarlo

Per iniziare ad utilizzare il Google Tag Manager è sufficiente registrarsi alla pagina http://www.google.com/tagmanager/, ed aggiungere un primo account scegliendo il nome, il Pese e successivamente il tipo di contenitore (web, app o amp) e l’url.

Una volta creato il contenitore vi verrà mostrato il codice del Google Tag Manager composto da 2 diversi snippets da inserire sul sito rispettivamente nelle sezioni <head> e <body>. Questo sarà l’unico codice che dovrete inserire manualmente.

Installa GTM

A questo punto siete pronti ad installare il vostro primo tag che sarà il codice di tracciamento di Google Analytics.

Ricordatevi di cancellare dal vostro sito tutti i codici inseriti manualmente che verranno sostituiti dai tag GTM (come ad esempio il codice di tracciamento di Analytics o il codice di monitoraggio delle conversioni di AdWords).

 

Google Tag Manager: installare Google Analytics

Entrate nell’interfaccia del Google Tag Manager, andate nella sezione Tag e cliccate su Nuovo.

Inserite nel nome del tag “Universal Analytics” e nella sezione Configurazione Tag selezionate dall’elenco a discesa il tipo di codice che volete implementare: Universal Analytics o Google Analytics Classico.

Tag Google Analytics

Una volta selezionato il tipo di tag selezionate come Tipo di monitoraggio -> Visualizzazione Pagina e nella sezione Impostazioni di Google Analytics creare una Nuova Variabile.

Variabile Analytics

Nella sezione ID Monitoraggio inserite il codice di monitoraggio del vostro account Google Analytics (lo trovate in GA sotto Amministrazione -> Informazioni sul Monitoraggio -> Codice di Monitoraggio). In Dominio cookie se non volete configurare manualmente il vostro dominio lasciate l’impostazione auto.

Nella sezione Altre impostazioni potete configurare, se ne avete bisogno, parametri come Ecommerce, Metriche personalizzate, Dimensioni personalizzate, etc..

Configurazione Variabile Google Analytics

Ora che avete scelto contenitore e tipo di tag entra in gioco una delle funzioni del Tag Manager ovvero la “regola di attivazione” che è quell’istruzione che segnala al tag manager dove far visualizzare il vostro nuovo tag. Visto che in questo caso si tratta del codice di monitoraggio di Google Analytics il codice dovrà essere stampato su tutte le pagine del vostro sito.

Andate quindi nella sezione Attivazione e cliccate sull’icona matita.

Attivatori

Di base trovate sempre presente l’Attivatore All Pages (tutte le pagine). Selezionatelo e salvate il Tag.

Una volta terminata la procedura sarà sufficiente pubblicare il vostro tag e da quel momento Google Analytics comincerà a monitorare le visite sul vostro sito.

Per testare che il Tag di Analytics venga eseguito correttamente e che GTM sia configurato nell’interfaccia di GTM cliccate sul tasto Anteprima e andate sul vostro sito.

Controllo Anteprima GTM

In basso sulla finestra del browser si aprirà un box di anteprima del Google Tag Manager. Verificate se nella sezione Tags Fired On This Page (Tag Eseguiti su Questa Pagina) venga attivato il tag relativo a Google Analtytics.

Se vedete correttamente il Tag non vi resta che Pubblicare il vostro contenitore cliccando sul tasto Invia visibile in altro a destra nella vostra interfaccia GTM.

Un ulteriore controllo per testare il corretto funzionamento del tag lo potete eseguire loggandovi a Google Analytics e recandovi nella sezione “In tempo reale”. A questo punto visitate il vostro sito web e verificate che nella sezione Panoramica compaia la vostra visita (il sistema potrebbe rilevarne più di una se insieme a voi si stanno collegando al vostro sito altri utenti).

Tempo Reale GA

Per verificare se su un qualsiasi sito web GTM è presente ed installato correttamente potete scaricare ed utilizzare l’estensione di Google Chrome, Google Tag Assistant.

Ora che avete installato il monitoraggio di Google Analytics potete installare tutti gli altri tag di cui avete bisogno. Buon lavoro!

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