5 Motivi per NON Utilizzare WordPress

5 motivi per cui WordPress NON è (sempre) la scelta giusta per il tuo sito

WordPress rappresenta oggi il CMS in assoluto più conosciuto, diffuso ed utilizzato per la realizzazione di siti web; secondo i report di BuiltWith 4 siti su 10 in tutto il Mondo sono realizzati con WP e in Italia quasi la metà dei siti web è basato su WordPress.

Il successo che WordPress ha ottenuto nel corso degli anni è dovuto a svariati motivi:

  • è Open Source (e gratuito);
  • ha basse barriere di accesso per imparare ad utilizzarlo;
  • è flessibile (grazie ai Plugin è possibile fare praticamente qualsiasi cosa).

Rispetto ad altri CMS competitor, WordPress si è imposto sul mercato diventando la scelta principale da parte di tanti utenti per la realizzazione del proprio progetto web. Ma siamo sicuri che WP sia sempre la scelta giusta?

In realtà non sempre. In alcuni casi per realizzare un sito web conviene optare per soluzioni diverse rispetto a WordPress: vediamo perché:

Complessità (per fare le cose fatte bene)

Uno dei motivi per cui WP viene spesso scelto come CMS è perché la percezione che si ha e che sia semplice da utilizzare (scaricare, installare e configurare). La grande Community che è nata intorno a questo progetto nel tempo ha creato tantissime risorse per imparare ad utilizzare questa piattaforma e anche per chi non è un tecnico o un programmatore può risultare abbastanza semplice creare un sito in WordPress.

Inoltre la maggior parte degli hosting offrono pacchetti con preinstallazioni già pronte di WordPress e questo permette praticamente a chiunque di creare un sito web con WP in pochi passaggi e poco tempo. Ma è davvero così semplice fare un sito (fatto bene) in WordPress?

In realtà non così semplice come si possa pensare. Per creare un sito che sia efficace ed ottimizzato serve approfondire molto bene il funzionamento della piattaforma: imparare a conoscere i temi, capire come scegliere il giusto tema, comprendere a cosa servono i plugin e quali utilizzare, imparare le logiche dell’architettura WordPress, capire le possibili vulnerabilità e come affrontarle.

Insomma per realizzare un sito ben fatto con WordPress serve comunque studiare e non sempre questo studio è così semplice come sembra (sul mercato esistono soluzioni alternative a WP che possono essere più facili da apprendere per chi non è un esperto).

Aggiornamenti

Quando si realizza un sito in WordPress i componenti che si utilizzano sono almeno 3:

  • Il core (il cms vero e proprio);
  • Il tema (la componente grafica e di layout);
  • I plugin (le estensioni che servono ad arricchire le funzionalità del cms).

Anche se i 3 elementi lavorano in sinergia all’interno del sito in realtà sono strumenti differenti tra loro e molto spesso sono realizzati da sviluppatori differenti; online esistono decine di marketplace dove poter acquistare temi (realizzati da agenzie o freelance) e sul repository dei plugin di WordPress si trovano tantissimi plugin ognuno dei quali è sviluppato e supportato da persone diverse.

Cosa comporta tutto questo? Che quando WordPress (il core) rilascia un aggiornamento diventa necessario aggiornare separatamente plugin e tema grafico proprio perché sono indipendenti rispetto alla piattaforma.

Di per sé l’aggiornamento può anche essere semplificato (in WP esiste la possibilità di attivare gli update automatici che ti permettono di mantenere il tuo sito aggiornato) ma questa modalità può rivelarsi rischiosa nel caso in cui uno dei plugin o il tema abbiano qualche incompatibilità rispetto all’upgrade di WordPress creando problemi di funzionamento del sito.

Il mantenimento e l’aggiornamento di un sito in WordPress è un aspetto molto importante da tenere in considerazione quando si sceglie questo CMS perché l’attività di controllo ed aggiornamento fatto in modo sicuro prevede una serie di attività per le quali si può impiegare diverso tempo:

  • In caso di update va creata una copia di backup del sito;
  • Va creata poi un’area di staging dove effettuare gli aggiornamenti;
  • Bisogna verificare che gli aggiornamenti non creino problemi al funzionamento del sito e in caso contrario va risolto il problema;
  • Terminata la verifica il sito in staging va sostituito al sito online.

Insomma, se non hai voglia di “sbatterti” in tutte queste attività ti conviene optare per una piattaforma dove non sei tu a doverti occupare degli update.

Prestazioni

Uno degli elementi oggi più importanti quando si realizza un sito web riguarda le prestazioni, cioé la velocità di caricamento del sito. Secondo un rapporto Google sulla velocità dei siti:

Un secondo di attesa in più può ridurre il tasso di conversione del sito del 20%

Questo significa che un sito lento è un sito che ottiene molti meno contatti rispetto ad un sito veloce. Del resto basta pensare al nostro comportamento da utenti quando navighiamo dallo smartphone: se clicchiamo su un risultato di ricerca ed il sito impiega troppo tempo a caricare molto spesso facciamo dietro front e andiamo su un altro sito.

E WordPress permette di fare siti veloci o lenti? La risposta è “dipende“.

I tempi di caricamento di un sito dipendono da molti fattori; se sei interessato ad approfondire questi aspetti ti consiglio di leggere la documentazione di PageSpeed Insights di Google che offre anche uno strumento per misurare la velocità di un sito web. Come parametro di benchmark Google stesso indica che un sito che impiega più d 3 secondi a caricare viene considerato lento e che una buona velocità di caricamento dovrebbe essere tra 1 e 2 secondi.

Senza scendere troppo in tecnicismi i fattori che rallentano un sito posso essere fattori legati alle prestazioni del server o fattori che dipendono dal sito stesso (es: elementi grafici, immagini, codici javascript o css, etc..).

Ma come si fa a realizzare un sito veloce?

Come per aumentare la velocità di un’automobile serve calibrare nel modo giusto tutti i componenti (motore, carburatore, trasmissione, telao, etc..) così anche per un sito serve ottimizzare al meglio ogni parte (server, tema, plugin, etc..).

Molto spesso questo lavoro di ottimizzazione è davvero complesso tanto che anche in ambito WP esistono figure specializzate nell’ottimizzazione delle performance del sito. Il problema principale di WordPress (che di base offre ottime prestazioni) è che per rendere un sito bello e ricco di funzionalità aggiuntive si va ad “appesantire” il core con plugin superflui o con temi eccessivamente pesanti.

Se non vuoi diventare matto dietro alle ottimizzazioni del sito a volte piuttosto che WordPress conviene optare per altre soluzioni.

Compatibilità

Il tema compatibilità è strettamente collegato ai punti degli aggiornamenti e della sicurezza. Come accennavo prima WordPress lavora con temi e plugin che sono sviluppati da soggetti diversi; sul mercato esistono migliaia (se non milioni) di plugin e temi gratuiti o a pagamento che si possono integrare nel proprio sito.

Il problema principale è capire quali temi e quali plugin scegliere e quali invece evitare.

Il rischio principale della scelta errata di un componente WordPress e che si può basare lo sviluppo del sito sull’utilizzo di uno specifico plugin o tema e scoprire poi a distanza di tempo che questo plugin o tema non è più supportato con il rischio di non poterlo aggiornare e di andare incontro a problemi di sicurezza.

Da questo punto di vista la scelta di soluzioni premium (a pagamento) permette di minimizzare questa componente di rischio ma non di annullarla del tutto. Ad esempio a me è capitato di optare qualche anno fa per uno specifico tema WordPress (pagato) con il quale ho realizzato il mio sito e poi trovarmi un paio di anni dopo con la necessità di dover cambiare tema (con tutte le criticità, i tempi ed i costi del caso) perché quello inizialmente scelto non era più aggiornato e quindi non compatibile con le nuove versioni del cms.

L’unico modo per evitare problemi legati alle compatibilità tra core e strumenti terzi è quello di scegliere una piattaforma che offre le funzionalità di cui hai bisogno per il tuo progetto direttamente integrate nel core.

Sicurezza

Essere i primi in un mercato significa anche essere i più soggetti ad attacchi. WordPress è uno dei CMS più a rischio vulnerabilità ed i siti realizzati in WP sono spesso vittima di attacchi da parte di hacker che sfruttando i bug della piattaforma o delle estensioni ad essa collegate creando grossi problemi di sicurezza ai siti.

Basta guardare la lista delle releases fatte nel tempo da WordPress (fino ad oggi quasi 40 in meno di 2 anni) per capire i rischi di sicurezza di questo CMS (una release viene fatta o per correggere un bug o per implementare funzionalità).

Utilizzare WordPress significa porre molta attenzione ai rischi di vulnerabilità della piattaforma tenendo a mente tutti quegli aspetti che possono minare la sicurezza del tuo sito: scelta corretta di temi e plugin, mantenimento della piattaforma, aggiornamenti, etc…

I rischi di non mantenere al sicuro il proprio sito è quello di vederselo “bucato” (hackerato) e rischiare di non accorgersene nemmeno. Alcuni attacchi infatti sono subdoli e in prima battuta non mostrano al proprietario del sito nessun elemento evidente per capire l’attacco.

Nell’esempio sopra l’hacker ha creato migliaia di pagine spam sul sito non visibili però in prima battuta ma accessibili al motore di ricerca con l’obiettivo di far indicizzare contenuti con link a siti di spam.

Soluzioni alternative a WordPress

Ricapitolando WordPress non sempre è la scelta giusta per il tuo sito web, soprattutto se il tuo progetto non ha particolari esigenze di sviluppo o se non hai intenzione di investire troppo tempo e/o risorse nello sviluppo di un sito.

In questi casi la scelta migliore è quella di optare per un Website builder in cloud che offre alcuni vantaggi importanti rispetto a WordPress:

  • Puoi gestire hosting, dominio e piattaforma in un unico ambiente e con un unico canone;
  • Il sistema di creazione del sito è basato su editor visuale drag and drop che ti permette di realizzare un sito con una grafica evoluta anche senza particolari competenze tecniche;
  • I Website Builder offrono temi e strumenti già integrati nella piattaforma che puoi scegliere ed utilizzare in modo semplice ed intuitivo;
  • Gli aggiornamenti sono automatici e fatti direttamente dalla piattaforma senza rischi di problemi al sito;
  • Non hai sorprese rispetto ai costi: avendo un canone mensile o annuale sai sempre in anticipo quanto ti costerà il sito.

A questo punto la domanda che ti può venire in mente è? Ma essendo WordPress gratuito e Open Source non mi conviene rispetto ad uno strumento a pagamento? In realtà no, perché solo il CMS WordPress è gratuito ma da solo non ti basta per realizzare un sito. I costi che dovrai affrontare per lo sviluppo con WP sono:

  • Hosting + Dominio: dai 30€ ai 100€ / anno a seconda del server;
  • Tema Premium (mai scegliere temi gratuiti): tra i 50€ ed i 100€ / anno (vanno considerati anche gli aggiornamenti);
  • Plugin Premium (potrebbero non servirti ma non si sa mai): tra i 50€ ed i 150€ / anno;
  • Costi di aggiornamento (se ti gestisci il sito in autonomia non avrai dei costi aggiuntivi ma dovrai prevedere dei costi in termini di tempo): considera 1 o 2 ore al mese se non ci sono troppi update.

Totale anno: tra i 130€ ed i 350€ / anno senza considerare tempi o canoni di update.

Quanto costa invece un website builder? Dipende, ma per darti 3 esempi di piattaforme che ho testato io stesso i costi sono decisamente più bassi:

Oltre a questi builder che ti ho indicato ce ne sono tantissimi altri. Quando si tratta di scegliere uno strumento di questo tipo tieni sempre in considerazione le funzionalità che ti servono per sviluppare il tuo progetto, individua le piattaforme che offrono queste funzionalità e testale (la maggior parte di questi tool offrono una prova gratuita o una versione freemium) prima di scegliere quella più adatta alle tue esigenze.

Dashboard Rank Math

Migrazione Plugin SEO WordPress: passare da Yoast SEO a Rank Math SEO

Se utilizzi WordPress come CMS per la realizzazione dei tuoi siti web avrai sicuramente installato un plugin dedicato alla SEO e molto probabilmente questo plugin è Yoast SEO; anche io da anni ormai utilizzo Yoast per i miei progetti e sinceramente non ho mai cercato un’alternativa, finché non mi sono imbattuto per puro caso in Rank Math SEO.

Di solito sono molto scettico all’adozione di nuovi strumenti a meno che non ci sia una valida ragione che solitamente riguarda il fatto che o il vecchio tool non è più funzionante/aggiornato o il nuovo strumento è veramente innovativo e supera di gran lunga le prestazioni del concorrente.

Nel caso di Rank Math SEO, analizzando le caratteristiche che sono presentate nel sito ufficiale, ho voluto fare una prova considerando che Rank Math sembrava avere ottimi motivi per superare le funzionalità di Yoast (e non solo):

  • Rank Math integra in un unico plugin diverse funzionalità SEO che solitamente vengono gestite da plugin differenti (nel mio caso Sitemap, Title, etc con Yoast, gestione dei redirect 301 con Redirection e gestione dei link rotti con Broken Link Checker);
  • La facilità di migrazione delle impostazioni SEO da Yoast a Rank Math SEO è veramente disarmante grazie allo strumento one click importer;
  • Rank Math dispone di una lista importante di funzionalità per la SEO (anche se alcune disponibili solo nella versione a pagamento) e molte altre in “cantiere”.

Se ti ho incuriosito e anche tu vuoi testare Rank Math SEO in questa guida ti spiego come migrare da Yoast SEO a Rank Math SEO verificando che il passaggio avvenga senza problemi e nel miglior modo possibile.

Installazione e Configurazione di Rank Math SEO

Come prima cosa per poter utilizzare Rank Math Seo, dopo averlo scaricato dal sito ufficiale o dal repository WordPress, dovrai registrare un account gratuito e connetterlo al sito dove hai installato il plugin.

Attiva Plugin Rank Math

Una volta collegato il Plugin al tuo account dalla Dashboard principale di Rank Math SEO potrai iniziare il processo di configurazione in 2 diverse modalità:

  • Easy: ti permette di configurare in modo guidato alcuni dei moduli più utilizzati di Rank Math SEO;
  • Advanced (che ti consiglio di scegliere): ti permette di configurare nel dettaglio tutte le funzionalità di Rank Math dedicate alla SEO.

Installazione Advanced Rank Math SEO

Una volta che avvi il processo di configurazione ti verrà presentato un percorso a step attraverso il quale potrai decidere le funzionalità da attivare o meno sul tuo sito web.

Come primo passaggio, se sul tuo sito ci sono dei plugin per i quali Rank Math SEO va a sostituire le attività (es: Yoast, All In One SEO, Redirection), il sistema ti chiederà se vuoi importare dati e configurazioni da questi plugin; in pratica con un semplice clic avrai la possibilità di non perdere lo storico del tuo sito e mantenere attivi tutti quei parametri che servono all’ottimizzazione del sito.

Importazione da altri plugin SEO

Una volta terminato il processo di importazione Rank Math SEO ti indicherà che l’attività è terminata e ti farà una lista dei task svolti tra cui la disattivazione dei plugin di cui hai scelto di importare le impostazioni.

Importazione a buon fine

Andando avanti è il turno della sezione Your Site dove dovrai indicare al Plugin quale configurazione base di Schema.org assegnare al tuo sito (es: Sito Personale, Sito di un’Attività, etc..); Rank Math SEO si occuperà di creare lo snippet di codice relativo ai dati strutturati che hai scelto.

Sempre in questa sezione dovrai selezionare l’immagine relativa al logo da mostrare su Google e l’immagine di default da utilizzare per la condivisione sui Social Network

Rich Snippet

Passando allo step successivo Search Console potrai collegare a Rank Math SEO sia il tuo profilo Google Search Console che il tuo profilo Google Analytics (solo se non hai già installato Google Analytics tramite altri sistemi).

Attenzione: lasciare disattivata l’opzione Google Analytics se hai già installato lo snippet GA tramite codice, tramite altri plugin o tramite Google Tag Manager.

Collegamento Search Console

Per collegare Search Console dovrai autorizzare Rank Math SEO ad accedere al tuo profilo Google e scegliere la proprietà per la quale collegare il plugin.

Andando al passaggio successivo è il momento di impostare la Sitemap xml del tuo sito; in questa sezione puoi decidere quali tipologie di Articoli, Pagine, Categorie e Tag inserire di default nella sitemap e quali invece escludere.

Sitemap

Nell’ultima sezione del wizard dedicata all’Ottimizzazione avrai la possibilità di attivare o meno 3 interessanti funzioni:

  • Inserire il Noindex alle categorie e agli archivi di tag privi di contenuto;
  • Inserire l’attributo Nofollow a tutti i link in uscita;
  • Aprire tutti i link esterni in una nuova finestra.

Attenzione: se non sei sicuro dell’impatto che queste configurazioni possono avere sul tuo sito ti consigli di lasciarle disattivate.

Ottimizzazione

A questo punto sei arrivato all’ultimo step della configurazione base di Rank Math SEO; non ti resta che cliccare su Setup Advanced Options per passare alle impostazioni avanzate.

Opzioni avanzate

In questa sezione potrai decidere le configurazioni avanzate di Rank Math SEO. La prima configurazione avanzata si chiama Role Manager e ti permette di impostare la tipologia di utenti WordPress che hanno accesso alle impostazioni di Rank Math SEO. Se gestisci un sito personale non hai bisogno di attivare questa funzione, se invece gestisci un sito multi utente ti può essere comoda per decidere chi può accedere e modificare le informazioni che riguardano la SEO del sito.

Role Manager

Come secondo step della configurazione avanzata puoi impostare 2 funzioni molti utili e che ti permettono di sostituire dei plugin esterni come Broken Link Checker e Redirection.

La prima funzione è il 404 Monitor che è un controllo permanente sui link rotti che Rank Math SEO effettua sul tuo sito. La seconda funzione è un sistema di redirect 301 che ti permette di effettuare dei reindirizzamenti basati su regole (es: se trova un 404 reindirizza alla home page) o manuali.

404 e Redirection

Il terzo step della configurazione avanzata ti permette di impostare la tipologia di Markup Schema.org da assegnare agli articoli del sito, alle pagine e agli altri eventuali tipi di contenuto (in una prima fase avevamo già impostato il tipo di Markup da assegnare all’intero sito). In questo modo puoi decidere quali tipologie di dati strutturati indicare a Google per ogni tipo di contenuti che pubblichi. Questa impostazione è disponibile e configurabile anche a livello di singolo articolo/pagina.

Schema Markup

Una volta terminata la configurazione avanzata verrai reindirizzato alla dashboard principale di Rank Math SEO dove potrai vedere in un’unica interfaccia le varie funzionalità che sono attive nel tuo sito.

Dashboard Rank Math

Disattivazione Plugin Superflui

Terminato il setup di Rank Math SEO è il momento di passare al controllo dei plugin. Come prima cosa devi verificare, nel caso in cui hai importato i dati da altri plugin come Yoast, se questi sono stati correttamente disattivati dal sistema automatico di Rank Math SEO. Se non lo fossero, procedi a disattivarli.

Plugin disattivati

In secondo luogo dovrai procedere alla disattivazione manuale dei plugin che non ti servono più perché sostituiti dalle funzioni di Rank Math SEO, ma che allo steso tempo non rientrano nei plugin con il sistema di one click import, come ad esempio Broken Link Checker.

Disattivazione Broken Link Checker

Controllo del funzionamento degli strumenti

Ora è arrivato il momento di verificare che tutti gli strumenti di Rank Math SEO funzionino correttamente; 2 controlli che ti consiglio di fare sono:

  • la verifica dei redirect 301;
  • la verifica della sitemap.xml.

Nel primo caso devi aver prima esportare da Redirection la lista dei redirect attivi sul tuo sito; una volta sostituito Redirection con Rank Math SEO ti basta effettuare un controllo a campione sui reindirizzamenti che c’erano prima per verificare che siano ancora attivi e funzionanti.

Test redirect

Per controllare la sitemap ti sarà sufficiente recarti all’indirizzo sitemap.xml o sitemap_index.xml e verificare che ci siano i link corretti alle diverse risorse che hai impostato tramite Rank Math SEO.

Controllo Sitemap

Verifica della migrazione

Adesso che hai terminato la migrazione dal tuo vecchio plugin SEO a Rank Math SEO come puoi verificare se il tuo sito ha subito effettivamente dei miglioramenti? Beh come prima cosa devi assicurarti che non abbia subito dei peggioramenti di visibilità!

Quando effettui il cambio di plugin ti consiglio di segnarti la data (puoi anche fare un’annotazione su Google Analytics) e a distanza di un periodo sufficientemente lungo (30 o 60) giorni effettuare un controllo tramite la sezione rendimento di Search Console per controllare se:

  • Dal momento del cambio di plugin in poi c’è stato un peggioramento delle performance soprattutto in termini di impressioni totali e posizione media del tuo sito;
  • Se confrontando l’intervallo di tempo dal cambio di plugin per 30/60 giorni con lo stesso intervallo dell’anno scorso noti dei peggioramenti in termini di posizione media del sito.

Google Search Console Rank Math SEO confronto

Se il trend è stabile se non addirittura in miglioramento vuol dire che sei sulla buona strada e che la migrazione è avvenuta correttamente. Da questo momento in poi puoi iniziare a sfruttare al massimo le potenzialità di Rank Math SEO per migliorare la visibilità del tuo sito web su Google e sugli altri motori di ricerca.

Sumo

10 plugin WordPress per potenziare al massimo il tuo sito

Articolo aggiornato ad gennaio 2019

Secondo l’ultimo aggiornamento di BuiltWith (settimana del 25/12/2017) WordPress è il cms più diffuso al mondo con il 37% di penetrazione a livello globale. In parole povere 4 siti su 10 che sono attualmente online utilizzano WordPress come piattaforma per la gestione dei contenuti.

Questa enorme popolarità è dovuta a tanti fattori che contraddistinguono WP dai suoi concorrenti: la semplicità di utilizzo, l’usabilità, la scalabilità della piattaforma ma sopratutto l’enorme diffusione di temi e plugin supportati da un grande comunità di sviluppatori in tutto il mondo.

Ed è proprio grazie ai plugin che WordPress, nata come piattaforma di blogging, si adatta alla gestione di progetti di tutti i tipi, dai più semplici ai più complessi.

Se fino a qualche anno fa i plugin venivano visti da alcuni esperti di WP come “bestie nere” da non utilizzare tranne in rari casi oggi come oggi, con qualche accortezza, l’installazione dei giusti plugin sul proprio sito WordPress permette anche a chi non è uno sviluppatore di creare un progetto dalle enormi potenzialità.

Prima di indicarti le mia personale lista dei migliori plugin WordPress per potenziare il tuo sito, voglio lasciarti alcuni consigli utili su come cercare e selezionare al meglio i plugin da utilizzare.

  1. Cerca sempre il Plugin all’interno della directory ufficiale di WordPress: https://wordpress.org/plugins/. In alcune situazioni potresti trovare plugin che non sono presenti nella directory; in questi casi accertati sempre dell’affidabilità dello sviluppatore (è il 1° plugin che crea? si trovano informazioni in rete in merito al plugin? lo sviluppatore lavora con un’azienda conosciuta?).
  2. Controlla le informazioni relative al plugin assicurandoti che ci sia almeno qualche migliaio di installazioni attive (se è già diffuso solitamente è più sicuro). Verifica inoltre l’ultima volta che il plugin è stato aggiornato e assicurati che sia compatibile con la versione di WordPress che hai installato sul tuo sito.Informazioni Plugin
  3. Controlla le recensioni del plugin verificando, per quelle negative, le motivazioni che hanno spinto gli utenti a lasciare una recensione non buona (di solito ogni recensione ha un commento che la accompagna; Recensioni Plugin WordPress
  4. Assicurati che il plugin sia supportato e che gli sviluppatori rispondano alle domande degli utenti.Supporto Plugin
  5. Utilizza il buon senso e ammetti gli errori :). Nel caso ti dovessi accorgere che hai installato un plugin che si è rilevato diverso da quello che ti aspettavi non aver paura di cestinarlo e trovarne un altro (anche se l’hai già utilizzato ampiamente per il tuo progetto). Partire bene dall’inizio e scegliere gli strumenti giusti ti farà risparmiare tempo e complicazioni in futuro.

Yoast SEO

Yoast SEO

Link: https://wordpress.org/plugins/wordpress-seo/

Yoast SEO è il famoso plugin del semaforo che tanto fa arrabbiare chi si occupa di SEO. Parto dal presupposto che un Plugin non può sostituire il vero lavoro di un SEO Specialist ma come altri strumenti del mestiere può dare una mano quando si parla di ottimizzazione per i motori di ricerca.

WordPress è uno strumento che nativamente ha alcune carenze tecniche lato SEO e plugin come Yoast SEO contribuiscono a correggere tali carenze.

Rispetto ad altri plugin di questo genere Yoast SEO ha di positivo che si propone come una soluzione All in One che permette di gestire vari aspetti della SEO: supporto nella scrittura di Title e Meta Description, gestione della Sitemap XML, editor per la modifica del file robots.txt e del file .htaccess, suggerimenti per l’ottimizzazione della leggibilità dei contenuti e molto altro.

Perché ho scelto Yoast SEO

  1. Soluzione integrata che raccoglie una serie di strumenti utili per la SEO (con un solo plugin si possono gestire vari aspetti;
  2. Plugin aggiornato frequentemente che offre implementazioni sempre nuove;
  3. Possibilità di collegare il plugin a Google Search Console per importare eventuali avvisi o errori;
  4. Il plugin in automatico predispone il sito al protocollo Open Graph ed aggiunge alcuni markup base di Schema.org (Breadcrumbs, Ricerca, Azienda);
  5. Possibilità di importare ed esportare un set di dati SEO da utilizzare su altri siti (importa i dati anche da altri plugin).

Redirection

Redirections

Link: https://wordpress.org/plugins/redirection/

Redirection è il plugin ideale per la gestione dei redirect sul proprio sito. Lato SEO gestire i redirect in modo efficace permette di massimizzare l’esperienza utente (che non trova la fastidiosa pagina 404) e allo stesso tempo di migliorare la corretta indicizzazione del sito.

Il plugin offre diverse modalità di gestione dei reindirizzamenti: redirect singole, regole di redirect, caricamento massivo di reindirizzamenti.

Perché ho scelto Redirection

  1. Possibilità di caricare in maniera massiva i redirect tramite un file csv;
  2. Il plugin offre un sistema di log di accesso a tutte le risorse reindirizzate in modo da sapere quanto spesso vengono richieste;
  3. Redirection dispone di una sezione 404 in cui vengono mostrate le pagine di errore rilevate sul sito e permette con un semplice click di poter impostare un reindirizzamento.

Link: https://wordpress.org/plugins/broken-link-checker/

Se Redirection serve a reindirizzare risorse quando è necessario, Broken Link Checker permette di tenere sotto controllo eventuali link non funzionanti sul proprio sito (e sostituirli).

Il plugin effettua un controllo cadenzato dei link che sono presenti sul tuo sito ed in caso di collegamenti con problemi (errori 404, 500, etcc.) ti avverte via email. Nell’interfaccia del plugin è possibile vedere una lista di link non validi, capirne la problematica e la gravità e correggerli con un semplice click.

Perché ho scelto Broken Link Checker

  1. Permette di personalizzare le sezioni ed i campi di WordPress dove cercare i link rotti;
  2. Permette di gestire in modo semplice la correzione del link rotto.

DuracellTomi’s Google Tag Manager for WordPress

GTM for WP

Link: https://wordpress.org/plugins/duracelltomi-google-tag-manager/

Se segui il mio blog sai quanto sono appassionato di Google Tag Manager per una svariata serie di motivi. Capisco però che per chi è alle prime armi interagire con GTM per alcune funzioni di tracking non sia sempre semplice; per fortuna esistono plugin come Google Tag Manager per Wordrpess che ci aiutano molto.

Questo plugin permette di gestire alcune funzioni di Google Tag Manager in modo semplice grazie all’integrazione con altri strumenti (come Woocommerce). Una volta configurato il plugin invia al dataLayer una serie di informazioni relative al nostro sito grazie alla quali possiamo poi effettuare una serie di tracking avanzati con Google Analytics.

Perché ho scelto Google Tag Manager per WordPress

  1. Si integra perfettamente con Contact Form 7 e Woocommerce  rendendo davvero semplice il tracciamento di form e interazioni con il nostro ecommerce;
  2. Permette di inviare al dataLayer informazioni quali lo stato dell’utente (loggato / non loggato), il suo ruolo, la sua email ma anche l’ID del post, la tipologia e l’autore (tutte informazioni che possono essere utilizzate poi in Google Analytics);
  3. Permette di tracciare in modo semplice lo scroll delle pagine.

Contact Form 7 per Worpress

Link: https://wordpress.org/plugins/contact-form-7/

Ogni sito che si rispetti deve avere un modulo di contatto che permetta agli utenti di inviare un messaggio. CF7 è un plugin, molto semplice, per la creazione di moduli di contatto.

Il sistema permette di creare e gestire diversi moduli, personalizzare i campi, configurare i testi per le risposte automatiche ed inserire i form in qualsiasi punto sul vostro sito grazie all’utilizzo di shortcodes.

Perché ho scelto Contact Form 7

  1. CF7 è uno dei plugin più diffusi per la gestione di form di contatto;
  2. Semplice da utilizzare ed intuitivo;
  3. Il plugin supporta Akismet e CAPTCHA.

W3 Total Cache

W3 Total Cache

Link: https://wordpress.org/plugins/w3-total-cache/

Oggi più che mai la velocità di caricamento di un sito è un fattore determinante per il suo successo. WordPress è una piattaforma molto flessibile ma a volte, se sovraccaricata, può peggiorare le proprie prestazioni.

Per questo strumenti di Caching come W3 Total Cache sono fondamentali per tenere sotto controllo le performance del proprio sito e sfruttare tutte le potenzialità di minificazione e caching delle risorse.

Perché ho scelto W3 Total cache

  1. Anche nella configurazione base (se non sei esperto e non vuoi rischiare) il plugin migliora sensibilmente le prestazioni del sito;
  2. W3 Total Cache è compatibile con le tecnologie AMP ed il protocollo SSL;
  3. Se configurato ad hoc da un esperto il plugin può davvero incidere sulla velocità di siti complessi e di grandi dimensioni.

All in One Schema Rich Snippets

Link: https://wordpress.org/plugins/all-in-one-schemaorg-rich-snippets/

Chi a che fare con la SEO sa quanto sono diventati importanti oggi i microdati ed i markup semantici grazie ai quali è possibile inviare ai motori di ricerca informazioni strutturate sulla tipologia dei nostri contenuti.

Formattare i contenuti del nostro sito con dati strutturati significa però agire a livello di codice o tramite linguaggi esterni come json, in entrambi i casi però bisogna “smanettare”.

All in One Schema Rich Snippets ci viene in aiuto proprio in questa fase. Senza dover mettere mano al codice è possibile inserire sul sito, grazie da una semplice interfaccia di compilazione, alcuni dei formati di dati strutturati più diffusi come recensioni, eventi, prodotti, ricette, etc..

Perché ho scelto All in One Schema Rich Snippets

  1. Semplicità di utilizzo del plugin;
  2. Flessibilità nell’inserimento dei dati strutturati;
  3. Aggiornamento frequente in base agli standard più diffusi di microcati.

Link: https://wordpress.org/plugins/wordpress-23-related-posts-plugin/

Uno degli obiettivi di tutti i marketer è fare in modo che gli utenti passino più tempo possibile sul proprio sito e questo è possibile quando si offrono contenuti di qualità e un modo intelligente di collegarli.

WordPress Related Post è un plugin che permette di suggerire ai propri lettori dei contenuti correlati a quello che stanno leggendo. Il plugin, in base ad un criterio di associazione, imposta in fondo all’articolo un numero predefinito di post correlati che è possibile modificare anche manualmente.

Perché ho scelto WordPress Related Posts

  1. Permette di modificare manualmente i singoli post da suggerire agli utenti;
  2. Offre diverse opzioni di personalizzazione del layout;
  3. Semplice da utilizzare.

Easy Forms for MailChimp


Link: https://wordpress.org/plugins/yikes-inc-easy-mailchimp-extender/

Quando hai un sito uno dei modi per fidelizzare i tuoi utenti è offrirgli informazioni aggiornate, novità di prodotto o promozioni personalizzate. Per farlo è necessario che inizi a costruire il tuo database di utenti da utilizzare poi con un sistema di mailing.

Personalmente ho scelto Mailchimp che offre nativamente un sistema di integrazione con WordPress. Peccato che il sistema nativo non è né semplice né usabile.

Per questo, per creare form di raccolta di email, ho deciso di utilizzare il plugin Easy Forms for Mailchimp.

Perché ho scelto Easy Forms for Mailchimp

  1. Permette di gestire form illimitati che possono essere collegati tramite API a Mailchimp e possono essere diversificati in base a liste di utenti (ogni form può essere associato ad una diversa lista);
  2. Permette un’integrazione rapida del form in qualsiasi punto del sito grazie all’utilizzo di shortcodes;
  3. I form sono personalizzabili dal punto di vista grafico;
  4. Si integra con tante altre soluzioni come WooCommerce, Easy Digital Downloads, BuddyPress, BbPress, Contact Form 7.

Sumo

Link: https://wordpress.org/plugins/sumome/

Sumo non è un semplice plugin per WordPress ma una vera e propria suite di strumenti di marketing utili per far crescere il tuo sito.

Grazie all’integrazione con WordPress Sumo permette di inserire all’interno del tuo sito dei box di coinvolgimento (es: pop up di iscrizione), dei pulsanti di condivisione social, delle barre di notifica e molto altro.

Le opzioni offerte dalla suite per ingaggiare l’utente sono davvero tante.

Perché ho scelto Easy Forms for Sumo

  1. Semplicità di configurazione degli strumenti;
  2. Sistema intelligente di visualizzazione dei box in base al comportamento dell’utente;
  3. Analytics avanzate con informazioni sul coinvolgimento degli utenti;
  4. Inegrazione con servizi terzi (come Mailchimp).
Lista temi

Come scegliere il miglior tema per un sito WordPress

Articolo aggiornato ad agosto 2019

Worpress è uno dei CMS più conosciuti ed utilizzati al mondo; secondo il report di BuiltWith in tutto il globo ci sono oltre 16 milioni di siti che sono stati realizzati con questa piattaforma e che rappresentano oltre il 40% del totale del mercato dei cms (al secondo posto c’è Drupal al 9%). Questo trend si è consolidato nel tempo e ancora oggi è in crescita con un +7% di installazioni anno su anno.

L’enorme popolarità di WordPress è dovuta a molti fattori tra cui la semplicità di utilizzo della piattaforma e la grande comunità di sviluppatori che ogni giorno contribuisce alla creazione di aggiornamenti e plugins per il cms. Su WordPress (si sente dire spesso) esiste un plugin per ogni esigenza.

Nato come sistema per lo sviluppo e la creazione di blog oggi WordPress è diventato uno strumento davvero potente in grado di supportare diverse tipologie di siti web, dai più semplici ai più complessi. Se da una parte con un buon team di sviluppatori è possibile realizzare un portale su piattaforma WP è anche vero che, senza essere un programmatore esperto, si può comunque realizzare un buon progetto (sapendo come muoversi); e nella definizione di un sito web di successo una buona percentuale di importanza la detiene il tema che si sceglie.

Un tema WordPress non è semplicemente un layout che impatta sull’aspetto estetico di un sito ma piuttosto un vero e proprio cms nel cms che grazie a configurazioni preimpostate permette di semplificare molto il lavoro.

In questo articolo proverò a spiegarvi un metodo per poter scegliere il miglior tema per il proprio sito WordPress.
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Consiglio

Parto subito con un consiglio. Un buon tema WP non è gratuito. Anche se in giro si possono trovare temi gratis di buona qualità ve li sconsiglio per vari motivi il primo dei quali è che non sappiamo che fine faranno. Uno dei primi presupposti nella scelta di un tema è che questo deve avere dietro un team con lo aggiorni costantemente. WordPress rilascia aggiornamenti della piattaforma con una certa frequenza e affidarsi ad un tema di cui non si conosce il tipo di supporto vuol dire che non possiamo essere sicuri che nel momento che aggiorneremo la piattaforma il tema sia in grado di supportarne i cambiamenti (impattando in maniera negativa su funzionalità e sicurezza del nostro sito).

In secondo luogo il costo di un tema è basso se confrontato al tempo che ci può far risparmiare nell’impostazione del nostro progetto. Considerate che mediamente un tema costa intorno ai 50$.

Fase 1: Definire gli Obiettivi

La prima cosa da fare quando iniziamo la nostra ricerca è avere bene in chiaro in mente il tipo di sito che andremo a realizzare. Per tipo non intendo il colore o il layout bensì le funzionalità e la struttura: quali sono le sezioni statiche e quelle dinamiche?  Quante sono le persone che dovranno gestire il back end? C’è bisogno di un sistema di registrazione degli utenti? Quali sono gli strumenti che voglio implementare (newsletter, coupon, ricerca, etc..)?

La definizione degli obiettivi è una fase fondamentale nella scelta del tema perché una volta selezionata un tipo di struttura (preimpostata nel template), qualsiasi cosa che vorremo aggiungere dovrà essere aggiunta “a mano”.

Una volta definite le caratteristiche del nostro sito passiamo alla fase successiva: la ricerca.

Fase 2: Ricerca e Listing

In questa fase ci vengono in aiuto Google e tutti gli aggregatori di temi (come Themeforest o TemplateMonster). Il nostro obiettivo è quello di riassumere in poche kw le caratteristiche del tema che stiamo cercando ed effettuare una ricerca.

Facciamo un esempio: ipotizziamo che il tema che stiamo cercando serve per un sito aggregatore di contenuti e deve prevedere la possibilità per gli utenti di registrarsi ed aggiornare una propria sezione in cui si possono inserire eventi o attività di vario genere. Il tema deve essere predisposto per poter accedere a vari livelli di iscrizione a fronte di una forma di pagamento. Proviamo a cercare un template che faccia al caso nostro.

Le parole chiave che cercheremo sono “wordpress theme”, “directory” (aggregatore di contenuti), “events and business” (inserire eventi ed altre attività), “freemium” (vari livelli di iscrizione con possibilità di pagamento).

Consiglio 1: effettuate le vostre ricerche in inglese. La maggior parte dei temi wp sono realizzati nativamente in lingua inglese.

Consiglio 2: nella ricerca su Google impostate come intervallo temporale l’ultimo anno. Uno dei pressuposti di un buon tema è che non sia stato realizzato tanto prima (o che sia aggiornato) rispetto all’ultima versione disponibile del cms

Ricerca tema wordpress

Come vedete nell’immagine sopra la ricerca ha restituito diversi risultati ma nessuno contenente la kw “freemium”. Proviamo a raffinare la nostra ricerca con un sinonimo e cerchiamo “payment” (sistema di pagamento).

Ora passiamo alla fase del listing (utilizzeremo i Fogli di calcolo di Google) ovvero a stilare una lista di tutti i temi che abbiamo trovato. In questa fase la ricerca è ancora grezza quindi quello che ci interessa fare è avere una lista completa di temi con relative url alle pagine informative. Visto che molti dei risultati che Google ci restituisce sono già pagine che aggregano temi vi capiterà di avere più volte lo stesso tema. Poco male, per ora segniamo tutto poi puliremo la lista.

Lista temi

Al termine del lavoro la nostra lista sarà composta da una serie di temi con Nome e url; a questo punto una volta rimossi i duplicati avremo una serie di potenziali temi WP per i nostro sito

Fase 3: Analisi Caratteristiche

Ora dobbiamo analizzare i vari temi per capire se riflettono le nostre esigenze e iniziare a stilare una classifica prendendo in esame i punti di forza e di debolezza di ciascuno. La prima cosa da fare è dare uno sguardo più nel dettaglio a ciascun tema.

Entriamo nella pagina descrittiva di ogni tema e iniziamo ad analizzare le caratteristiche; in base al tipo di caratteristiche e funzioni che troviamo possiamo impostare delle colonne di dettaglio che ci serviranno come parametri per poi valutare i diversi temi.

Ogni tipologia di ricerca può avere diversi parametri su cui andremo a valutare i pro ed i contro dei vari temi ma alcune caratteristiche sono trasversali e riguardano dei valori oggettivi che ci possono aiutare nella classificazione, ad esempio:

  • Prezzo del tema;
  • Ultima data di aggiornamento (e compatibilità con la versione più recente di wp);
  • Velocità di caricamento del sito (per valutarla potete utilizzare Google Page Speed inserendo come url la preview del tema wordpress).

Oltre ai parametri oggettivi la scelta deve poi passare anche per parametri più soggettivi come il layout del sito, le varie caratteristiche del back end e i punti di forza di ciascun tema. Per aiutarvi in questa selezione il mio consiglio è di creare delle colonne tipo “Layout” e “Funzioni” in cui inserirete un valore da 1 a 3 a seconda della valutazione che date a ciascun tema.

Alla fine di questo lavoro dovreste avere un file simile a questo:

Scelta tema WP

Fase 4: Scelta del Tema

Ora che avete un quadro completo con parametri oggettivi e soggettivi di valutazione non vi resta che scegliere il tema WordPress che ritenete migliore.

Di solito una volta terminata la procedura sopra possono rimanere 3 o 4 elementi tra cui scegliere; la parte finale della selezione è un mix tra esperienza,  pazienza e un pizzico di affidamento alla sorte. Il mio consiglio se siete indecisi tra due temi molto simili è chiedere agli sviluppatori (le famose Pre Sales Question) i vostri dubbi rispetto alle funzioni di cui non siete sicuri.

A volte potete dare uno spunto per future implementazioni che vi possono tornare utili o anche semplicemente avere un elemento decisionale in più a seconda della risposta che ricevete.
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Tag Evento CF7

Tracciare l’invio di un form WordPress con Contact Form 7 e Google Tag Manager

Articolo aggiornato a novembre 2018

In un altro post qualche tempo fa mi è capitato di spiegare come utilizzare Contact Form 7 e gli eventi di Google Analytics per tracciare l’invio di un form su un sito wordpress. Con il passaggio a Universal Analytics e l’utilizzo sempre più comune del Google Tag Manager oggi vi spiego come effettuare la stessa operazione di monitoraggio tramite lo strumento di gestione dei tag di Google.

Quello che ci serve è:

  1. Un sito worpress con il plugin Contact Form 7 installato;
  2. Un account Google Tag Manager (qui spiego come utilizzarlo);
  3. Un po’ di concentrazione 🙂 .

Un po’ di teoria

Il Google Tag Manager è già predisposto per il tracciamento di eventi come click su link, bottoni ed invio di form; per questo tipo di azioni GTM ha nativamente dei listener (“ascoltatori”) che hanno lo scopo di captare le interazioni degli utenti con il nostro sito.

In un articolo di qualche tempo fa’ ho spiegato come utilizzare questi listener insieme agli eventi di GA per tracciare alcune azioni specifiche. La differenza principale tra quel tipo di attività e quella che vi sto per illustrare è che, mentre i listener captano eventi generici (es: invio form), il metodo che vi illustro sotto ha l’obiettivo di monitorare specificatamente l’invio di un form da Contact Form 7.

Come funziona il metodo di tracciamento?

L’idea è semplice, in pratica andremo a creare un tag che ha lo scopo di generare un evento in Google Analytics quando qualcuno invia un form dal nostro sito; questo tag si attiverà solo ad un’azione specifica, cioè l’invio del form, ed invierà a GA i dati che decideremo di passare come informazioni nell’evento.

[message type=”warning”]Attenzione: il metodo che utilizza la funzione on_sent_ok è deprecato e non sarà più disponibile dalla fine del 2017. Utilizza il nuovo metodo dell’evento DOM.[/message]

Entriamo nel nostro sito wordpress e rechiamoci nella sezione CF7 scegliendo il modulo che vogliamo monitorare

Amministrazione Contact Form 7

Entriamo nel modulo e clicchiamo sul tab “Additional settings” dove andremo ad inserire la seguente riga di codice:

on_sent_ok: "dataLayer.push({'event': 'contactForm7Inviato'});"

In pratica stiamo creando un evento che verrà “pushato” nel data layer e raccolto dal Google Tag Manager; questo evento diventerà il nostro attivatore per il tag che invece avrà l’obiettivo di creare l’evento su Google Analytics.

Salviamo ed il lavoro sul sito è terminato. Ora non ci resta che entrare nel Google Tag Manager per creare il nostro tag.

[message type=”info”]Aggiornamento Maggio 2017. L’utilizzo dell’on_sent_ok è deprecato, al suo posto è consigliabile utilizzare gli eventi DOM preimpostati di Contact Form 7, nello specifico l’evento wpcf7mailsent che indica il corretto invio del form.[/message]

Per utilizzare l’evento DOM non andremo nelle impostazioni aggiuntive di CF7 ma utilizzermo un TAG html personalizzato del Google Tag Manager.

Rechiamoci su GTM e creiamo un nuovo tag di tipo HTML personalizzato. Al suo interno incolliamo il seguente codice:

<script>
document.addEventListener( 'wpcf7mailsent', function( event ) {
dataLayer.push({'event': 'contactForm7Inviato'});
}, false );
</script>

Attiviamo il tag in Tutte le pagine del sito e salviamo.

Presupponendo che all’interno del nostro Tag Manger ci sia già il codice di monitoraggio di Google Analytics, andiamo su tag e clicchiamo nuovo.

Tag Evento CF7

Scegliamo come prodotto “Google Analytics”, selezioniamo come tag “Universal Analytics” e configuriamo il tutto:

  • ID monitoraggio: è l’id che troviamo nell’amministrazione del nostro GA;
  • Tipo di monitoraggio: evento (per passare le informazioni a Google Analytics)
  • Categoria, azione ed etichetta: sono le informazioni che passiamo a GA, solo le prime due sono obbligatorie, la label (etichetta) può essere omessa ma in questo caso la utilizzeremo per tenere traccia della pagina da cui è stato inviato il form.

Salviamo ed il tag è quasi pronto. Ora dobbiamo scegliere la regola di attivazione del tag, ovvero dire al tag di attivarsi quando e solo se il form è stato inviato.

Andiamo nella sezione “Attiva” e scegliamo Altro.

Altro

Configuriamo l’attivatore come “evento personalizzato”.

Evento personalizzato

Selezioniamo l’evento che dovrà dare il via libera al nostro attivatore,  nel nostro caso, contactForm7Inviato. (possiamo aggiungere dei filtri aggiuntivi da combinare insieme all’evento come ad esempio una pagina specifica in cui far attivare il tag).

Attivatore

Salviamo e testiamo se tutto funziona correttamente.

Anteprima e controllo

Il bello del GTM è che prima di pubblicare abbiamo la possibilità di vedere una preview dei nostri tag e capire come si comportano. Clicchiamo sul bottone “Anteprima” e colleghiamoci al nostro sito.

Quello che vedremo è una versione del nostro sito web con una finestra aggiuntiva con i dati relativi al Tag Manager.

Andiamo nella pagina dove si trova il nostro modulo di contatti e inviamo una mail.

Come vedete nell’immagine sopra, una volta inviato il form, l’attivatore funziona correttamente ed invia l’evento a GA. Come ulteriore conferma possiamo loggarci al nostro account Analytics e nella sezione “Tempo reale” -> “Eventi” vediamo che GA ha acquisito le informazioni inviate dal tag.

Evento Twmpo Reale GA